Lettera aperta al Sindaco Carlo Cabrio e all’Amministrazione Comunale di Salussola

Richiesta delibera di Consiglio Comunale di non fattibilità della variante al piano regolatore

Una petizione di successo!

Il plico delle 4.530 firme contrarie al progetto di discarica.

Si conclude con successo la raccolta firme promossa dal Comitato “Salussola Ambiente & Futuro” contro il progetto di una discarica di amianto in Regione Brianco a Salussola. Con 4.530 firme la petizione è stata spedita in settimana a Provincia di Biella, ASL, ARPA, Prefettura di Biella, Comune di Salussola, Regione Piemonte e sindaci dei Comuni limitrofi.

Un risultato straordinario che testimonia come il dissenso vada ben oltre i confini del paese, che conta circa 2.000 abitanti. La raccolta di così tante firme in così poco tempo è il risultato dell’impegno, oltre che del Comitato, anche delle singole persone, delle attività commerciali e di alcuni Comuni che hanno offerto il loro supporto per sensibilizzare al problema.

E’ evidente, quindi, che non si possa parlare di sindrome di Nimby essendo solo una parte dei sottoscrittori Salussolese, ma il risultato è indice di uno scontento generalizzato dei Biellesi rispetto ad una gestione miope del territorio.

La decisione di realizzare una discarica non dovrebbe essere lasciata ai privati, ma dovrebbe essere una gestione pubblica nell’ interesse della popolazione e delle esigenze di smaltimento del territorio. Non si può prescindere dal fare delle considerazioni sullo stato di salute della popolazione, dell’ambiente, dell’immagine e dello sviluppo culturale, economico, storico e paesaggistico del territorio.

Il progetto vorrebbe la collocazione della discarica di amianto su suolo agricolo di grande pregio in quanto compreso nel disciplinare di produzione della DOP Riso di Baraggia biellese e vercellese. E’ impensabile depredare il nostro territorio di un prodotto così prestigioso andando a sostituirlo con milioni di metri cubi di amianto.

Per tutte queste e tante altre ragioni la gente non ha perso l’occasione per firmare contro lo scempio del territorio. Unanime l’opinione che oggi è Salussola a dover fronteggiare un problema di così vasta entità ma domani potrebbe toccare a chiunque altro, proprio per tale ragione non è venuta meno la solidarietà della gente.

Inequivocabile il messaggio che questa raccolta firme contiene: bisogna guardare al territorio, la tutela deve essere una priorità, la volontà popolare deve essere ascoltata.

Il Comitato auspica che un messaggio così significativo venga recepito da chi è oggi alla guida del territorio biellese e piemontese e che ne conseguano decisioni atte a garantire anche la salvaguardia della serenità della popolazione oltre che lo stato di salute.

In seguito alla presentazione della petizione in tanti hanno chiesto ancora di poter firmare, quindi non è escluso che la raccolta firme abbia un seguito e ci possano essere ulteriori integrazioni.

Rimane fermo l’impegno di voler continuare a proteggere Salussola.

Boom di firme ad Arro alla Festa del Nuovo raccolto.

Il progetto discarica di amianto non smette di preoccupare a Salussola, se dapprima ad essere in apprensione era stato perlopiù il Comitato Salussola Ambiente è Futuro adesso malcontento e preoccupazione dilagano tra tutta la popolazione.

A lasciare scontenti e non rassicurati è sempre l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale di Salussola che continua a considerare l’argomento marginale e a trattarlo con poca incisività.

Nelle scorse settimane durante un Consiglio Provinciale a fronte di un’interrogazione del consigliere Michele Mosca si è affrontato il tema della discarica e ancora una volta né il primo cittadino salussolese né il suo entourage sono stati presenti. Essendo la Provincia di Biella l’ente preposto a dare l’approvazione o meno al progetto di discarica la partecipazione all’incontro, seppur da spettatori, avrebbe consentito di carpire gli umori e le preoccupazioni che albergano nel palazzo provinciale.

E’ notizia di questi giorni che il Sindaco incontrerà in Regione l’assessore Valmaggia al quale chiederà aiuto essendosi l’Amministrazione Comunale di Salussola sentita abbandonata nella vicenda discarica. Anche questo incontro appare come l’ennesimo tentativo di scaricare su altri le responsabilità di decisioni scomode, dopo aver tentato per mesi di demandare le decisioni sulla fattibilità della discarica ai tecnici adesso si cerca conforto nella politica dei piani alti.

Certo è che sul territorio l’Amministrazione Comunale non ha portato avanti con fermezza il “no politico” pronunciato durante l’assemblea pubblica di Luglio e non ha mantenuto la promessa di collaborazione con il Comitato e di trasparenza nei confronti della popolazione. Alla richiesta di un’adunanza consigliare aperta, richiesta mediante petizione popolare nel mese di Luglio, il Sindaco ha risposto con due mesi di ritardo rispetto alle tempistiche stabilite dallo statuto comunale negando alla popolazione di conoscere singolarmente le posizioni dei membri del Consiglio Comunale, di avere un aggiornamento sullo stato lavori e un approfondimento circa le questioni che gravitano intorno alla proposta di discarica di amianto all’interno di una sede istituzionale ufficiale quale è il Consiglio Comunale, e non invece solo in via informale. E’ stata proposta in alternativa all’adunanza consigliare aperta un’assemblea pubblica durante la quale i tecnici relazioneranno la popolazione. Ma la popolazione vuole sapere come il Sindaco, garante della salute pubblica, sta tutelando gli interessi dei residenti ed è stanca di sentire che il primo cittadino non ha poteri, facoltà, responsabilità e che tutto viene demandato al responso dei tecnici.

Delusione e preoccupazione si sono tradotte in migliaia di firme alla petizione contro la discarica di amianto. Il Comitato Salussola Ambiente è Futuro continua a mantenere viva l’attenzione sull’argomento e presente la scorsa domenica alla Festa del Nuovo Raccolto ad Arro ha continuato a raccogliere firme e a farsi portavoce del dissenso incontrando sostegno e appoggio da parte della popolazione che sta prendendo sempre più coscienza della gravità del problema e dell’assenza delle istituzioni. La manifestazione di Arro è stata l’occasione per confermare il timore anche del mondo agricolo rispetto ad un progetto di una discarica di amianto nelle terre del riso D.O.P. di Baraggia. Tra un giro in bici in risaia, una visita alla riseria e una merenda sull’aia la gente continuava a ripetere che è impensabile voler distruggere con una discarica le terre di risaia, patrimonio prezioso del basso biellese.

La relazione del geologo non sblocca il progetto.

A seguito della pubblicazione sull’albo pretorio del Comune di Salussola della relazione del Prof. Giovanni Pietro Beretta ci duole constatare che dalla stessa non è emerso un parere, né positivo né negativo, circa la fattibilità e l’adeguatezza di una discarica di cemento-amianto sul nostro territorio.

Nella premessa alla relazione è presente un errore circa l’ubicazione della discarica. Il sito indicato come localizzazione della discarica, Cascina Pista Nuova a Salussola, non trova corrispondenza con il sito individuato nel progetto avanzato dalla società proponente “Acqua & Sole S.r.l.”.

Cascina Pista Nuova si trova ad Arro mentre la discarica in proposta troverebbe collocazione in Regione Brianco.

Non è chiaro come sia stato possibile un errore di questa natura, che potrebbe invalidare l’intero studio, tanto più che a distanza di quasi una settimana dalla pubblicazione della relazione né il Comune di Salussola né l’esperto hanno provveduto a correggere l’errore o darne spiegazione. Riteniamo doveroso che venga chiarito se sono stati effettuati dei rilievi e in quale sito. Un atteggiamento di maggior condivisione e collaborazione sul fronte tecnico da parte dell’Amministrazione Comunale di Salussola con chi da mesi si interessa e studia il progetto discarica forse avrebbe potuto impedire un errore così grossolano.

Ci trova concordi, invece, l’esigenza di fare ulteriori verifiche espressa dal Prof. Beretta. Non ci si può limitare ad analisi superficiali di aspetti così rilevanti quali la presenza di metalli pesanti nel terreno superiori ai valori limite, lo studio delle dispersioni di fibre di amianto in situazioni accidentali, la presenza di falde acquifere sospese che potrebbero interferire con gli scavi e la discarica.

Troppi gli aspetti trascurati e da chiarire per poter dire, come erroneamente è stato fatto, che la relazione tecnica non vieta la realizzazione della discarica. Ci teniamo a ribadire che la relazione tecnica non vieta ma nemmeno si esprime a favore della realizzazione della discarica.

In vista delle future Conferenze dei Servizi auspichiamo un clima di maggiore collaborazione con le autorità politiche e tecniche che verranno chiamate ad esprimersi in quanto obiettivo primario dovrebbe essere per tutti la salvaguardia della salute della popolazione e del territorio.

Dicono di noi

Al via la Petizione Popolare contro la discarica di amianto

“Verba volant, scripta manent”
Parte la raccolta firme promossa dal “Comitato Salussola Ambiente è Futuro” contro la discarica di Amianto a Salussola – Brianco.
Con questa petizione vogliamo raccogliere migliaia di firme di tutti i cittadini (Salussolesi e non) che, come noi, non accettano di veder deturpato il territorio da un progetto scellerato come quello in proposta al Brianco.

Di seguito il testo della petizione.

“Abbiamo appreso con profondo sconcerto della presentazione del progetto di una discarica per amianto da quasi due milioni di mc da realizzarsi nel Comune di Salussola, su suolo agricolo incontaminato, destinato a coltivazioni di eccellenza, e inserito in un contesto che è l’espressione della identità culturale locale.

A nostro avviso il luogo in cui costruire una discarica non dovrebbe essere deciso da un privato, ma dovrebbe essere una scelta pubblica, fatta nell’ interesse della popolazione e delle esigenze di smaltimento del territorio che occupa. Riteniamo questa proposta profondamente lesiva della salute della popolazione, dell’ambiente, dell’immagine e dello sviluppo culturale, economico, storico e paesaggistico del nostro territorio.

I proponenti legittimano la collocazione della loro proposta sostenendo che quei suoli sono difficilmente coltivabili; in realtà quei terreni sono regolarmente produttivi, coltivati fino a tre anni fa, e anzi, sono suoli agricoli di grande pregio in quanto compresi nel disciplinare di produzione della DOP Riso di Baraggia biellese e vercellese.

I proponenti sostengono che l’area necessita di una valorizzazione naturalistica e che ne uscirà addirittura migliorata. In realtà la zona in cui si vorrebbe insediare questa enorme discarica non ha alcun bisogno di essere “rinaturalizzata”. Nel raggio di 6 km sono presenti ben 4 Siti di Importanza Comunitaria che la rendono questo luogo un punto strategico per l’aviofauna, e l’area stessa è caratterizzata da una ricchezza dal punto di vista naturalistico che è raro trovare altrove.

I proponenti legittimano la dimensione della discarica sostenendo che grazie alla sua ampiezza si risolverà il problema dello smaltimento dell’amianto in ambito provinciale e regionale. Questo assunto non è fondato: La discarica non è al servizio del territorio e nemmeno funzionale a quello piemontese in quanto manca un piano territoriale di bonifica per l’amianto, unico strumento a garanzia della concreta sostituzione delle coperture in eternit. La discarica sarà riempita in 12 anni, a prescindere dalla provenienza dei rifiuti conferiti.

La verità è che questa discarica rappresenta un attentato alla salute delle persone e dell’ambiente, perché realizzata scavando una fossa di 15 metri e salendo in elevazione di 17 metri sopra al piano di campagna, secondo un modello di discarica desueto e superato sia dall’esperienza che dalle indicazioni dell’Unione Europea e della Regione, le quali promuovono il confinamento in profondità, nelle miniere, al fine di minimizzare la dispersione di fibre nell’atmosfera. Qui tale rischio non è stato nemmeno calcolato.

Si colloca in una area il cui raggiungimento richiede l’attraversamento di due centri abitati, e la percorrenza di una strada pericolosa e spesso teatro di incidenti mortali. Nei periodi più critici dell’ anno la Sp 332 del Brianco è strada molto temuta dalla popolazione (non è raro in autunno inverno trovare l’ area di Brianco totalmente avvolta dalla nebbia).

E’ inoltre situata su un’area di ricarica di falda, per la quale pretendiamo tutela assoluta nell’interesse delle generazioni future. Gli studi autorevoli dello IARC hanno dimostrato che le fibre di amianto sono cancerogene anche per ingestione, e noi non possiamo permetterci di ipotecare la salubrità dell’acqua al solo scopo di favorire gli interessi dell’imprenditoria privata

La consapevolezza di avere sul territorio un impianto pericoloso per come è stato progettato e per dove è stato collocato è fonte di preoccupazione, grande stress e malessere nei cittadini che qui hanno investito le loro risorse contando su uno sviluppo del territorio rispettoso dell’ambiente e delle persone.

I cittadini pretendono le migliori soluzioni previste dalla legge, specialmente quando si parla di progetti che incidono sull’ambiente, sulla qualità della vita e sulla salute delle persone: La regione Piemonte ha emanato Piani di Programmazione lunghi centinaia di pagine, tra cui il Piano Amianto in cui sono stati individuati ben 600 siti idonei che non ricomprendono Salussola Brianco. La ragione per la quale le previsioni devono essere effettuata in sede regionale risiede nell’esigenza di assicurare che la distribuzione degli impianti sul territorio garantisca il rispetto dei principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalità, e di sostenibilità ambientale, oltre all’autosufficienza. Scopriamo però che le normative non hanno valore cogente, che gli Enti le interpretano in favore degli imprenditori piuttosto che dei cittadini, i quali non sono tutelati perché la programmazione in materia di smaltimento dei rifiuti viene di fatto demandata all’iniziativa dei privati. Ammettere che la politica di gestione dei rifiuti contenenti amianto rimanga affidata ai singoli gestori degli impianti è inaccettabile in una materia in cui la programmazione e la coordinazione degli interventi è di fondamentale importanza.

Occorrono impianti di smaltimento pubblici, in cui sia garantita la partecipazione della popolazione, e che siano in funzione dei piani di bonifica territoriali, per calmierare i costi, recuperare alla legalità gli smaltimenti, e garantire correttezza in ogni fase della vita delle discariche per amianto, destinate e segnare il territorio PER SEMPRE.

Siamo determinati a contrastare questa scellerata proposta in tutti i modi possibili, ricorrendo anche in giudizio: ne abbiamo la forza, e non ci tireremo indietro per tutelare la nostra salute ed il nostro territorio. Lo dobbiamo, soprattutto, a chi verrà dopo di noi che si ritroverà con una terra malata, perché il progetto non apporta benefici sostanziali alla collettività, ma solo effetti negativi irreversibili.

Nella procedura autorizzativa deve avere un ruolo rilevante la volontà popolare, che si è espressa e continua ad esprimersi contro la realizzazione della discarica di cemento amianto al Brianco.

Per queste ragioni, il Comitato Salussola Ambiente è Futuro, promotore della presente Petizione, unitamente ai sottoscritti cittadini firmatari chiedono:

  • Che venga negata l’autorizzazione alla discarica in oggetto.
  • Che il territorio agricolo e l’ambiente incontaminato venga preservato dalla costruzione di discariche a beneficio dell’uomo e delle altre specie viventi che lo ospitano.
  • Che sia sempre negato realizzare discarche su aree di ricarica di falda.
  • Che il parere fortemente negativo dei comuni e della popolazione sia vincolante. La discarica arrecherebbe danno a tutto il territorio e costituirebbe un gravoso problema a carico delle generazioni future.
  • Che per lo smaltimento dell’ amianto si ricorra esclusivamente a siti idonei come le miniere, e che vengano promosse le nuove tecnologie per addivenire ad una soluzione definitiva del problema.
  • Che gli impianti di smaltimento di amianto vengano preceduti da programmi concreti per la sostituzione delle coperture che prevedano idonei contributi a fondo perduto.
  • Che le società presentanti questi progetti garantiscano gli stessi a vita e non per un numero limitato di anni.
  • Che si porti rispetto per la popolazione: iniziative private di questo tipo, portate avanti senza alcuna pianificazione territoriale, creano situazioni di disagio, stress e malessere nelle persone che vivono ed hanno investito nel futuro di questa zona pura ed incontaminata.

Ci riserviamo sin d’ora di quantificare e richiedere ogni eventuale danno a chiunque abbia permesso ed autorizzato la realizzazione di questo scempio rivolgendoci alle sedi giudiziarie più opportune.”

La petizione può essere sottoscritta facendo riferimento al Comitato oppure nelle seguenti attività commerciali:

SALUSSOLA
·Riso Guerrini – Arro;
·Cartolibreria Gattacicova – c/o Centro Commerciale San Rocco;
·Alimentari Passitto – Vigellio;
·La Coccinella Abbigliamento – Al Piano;
·Bar/Panetteria Fresco ma Caldo – Al Piano.

DORZANO
·Calzascarpe Calzature;
·Betty Tabacchi;
·Rosso Arancio.

CAVAGLIA’
·Piante e Fiori Salino Diego;
·Lavanderia – Via Vercellone;
·La Regina di Fiori di Stomboli;
·Tabaccheria Gramaglia.

SANTHIA’
·Dimensione Ufficio – Piazza Aldo Moro

TRONZANO VERCELLESE
·L’ Angolo del Fiore.

SANDIGLIANO
·Bar Sport.

VERGNASCO
·Bar 18.

Serve il supporto di tutti…….INSIEME E’ MEGLIO!

 

L’ufficializzazione del Comitato Salussola ambiente è futuro

Con la protocollazione in data odierna presso il Comune di Salussola dell’atto costitutivo nasce ufficialmente il Comitato Salussola Ambiente è Futuro.

Avendo come obiettivo principale la salvaguardia e la tutela del territorio e lo sviluppo di Salussola il Comitato apre le adesioni a tutti i cittadini,  Salussolesi e non, che vogliano contribuire alla causa.

Assemblea Pubblica 14 luglio 2017

Il Comitato Salussola Ambiente è Futuro ha organizzato per venerdì 14 luglio 2017 alle ore 21 una serata di informazione e approfondimento dedicata all’ osteggiato progetto di discarica di amianto a Brianco di Salussola. L’ incontro si terrà presso il salone polivalente di Salussola.

La documentazione del progetto presentato da Acqua & Sole srl (gruppo Neorurale spa) è consultabile sul sito della provincia di Biella al seguente link.