Al via la Petizione Popolare contro la discarica di amianto

“Verba volant, scripta manent”
Parte la raccolta firme promossa dal “Comitato Salussola Ambiente è Futuro” contro la discarica di Amianto a Salussola – Brianco.
Con questa petizione vogliamo raccogliere migliaia di firme di tutti i cittadini (Salussolesi e non) che, come noi, non accettano di veder deturpato il territorio da un progetto scellerato come quello in proposta al Brianco.

Di seguito il testo della petizione.

“Abbiamo appreso con profondo sconcerto della presentazione del progetto di una discarica per amianto da quasi due milioni di mc da realizzarsi nel Comune di Salussola, su suolo agricolo incontaminato, destinato a coltivazioni di eccellenza, e inserito in un contesto che è l’espressione della identità culturale locale.

A nostro avviso il luogo in cui costruire una discarica non dovrebbe essere deciso da un privato, ma dovrebbe essere una scelta pubblica, fatta nell’ interesse della popolazione e delle esigenze di smaltimento del territorio che occupa. Riteniamo questa proposta profondamente lesiva della salute della popolazione, dell’ambiente, dell’immagine e dello sviluppo culturale, economico, storico e paesaggistico del nostro territorio.

I proponenti legittimano la collocazione della loro proposta sostenendo che quei suoli sono difficilmente coltivabili; in realtà quei terreni sono regolarmente produttivi, coltivati fino a tre anni fa, e anzi, sono suoli agricoli di grande pregio in quanto compresi nel disciplinare di produzione della DOP Riso di Baraggia biellese e vercellese.

I proponenti sostengono che l’area necessita di una valorizzazione naturalistica e che ne uscirà addirittura migliorata. In realtà la zona in cui si vorrebbe insediare questa enorme discarica non ha alcun bisogno di essere “rinaturalizzata”. Nel raggio di 6 km sono presenti ben 4 Siti di Importanza Comunitaria che la rendono questo luogo un punto strategico per l’aviofauna, e l’area stessa è caratterizzata da una ricchezza dal punto di vista naturalistico che è raro trovare altrove.

I proponenti legittimano la dimensione della discarica sostenendo che grazie alla sua ampiezza si risolverà il problema dello smaltimento dell’amianto in ambito provinciale e regionale. Questo assunto non è fondato: La discarica non è al servizio del territorio e nemmeno funzionale a quello piemontese in quanto manca un piano territoriale di bonifica per l’amianto, unico strumento a garanzia della concreta sostituzione delle coperture in eternit. La discarica sarà riempita in 12 anni, a prescindere dalla provenienza dei rifiuti conferiti.

La verità è che questa discarica rappresenta un attentato alla salute delle persone e dell’ambiente, perché realizzata scavando una fossa di 15 metri e salendo in elevazione di 17 metri sopra al piano di campagna, secondo un modello di discarica desueto e superato sia dall’esperienza che dalle indicazioni dell’Unione Europea e della Regione, le quali promuovono il confinamento in profondità, nelle miniere, al fine di minimizzare la dispersione di fibre nell’atmosfera. Qui tale rischio non è stato nemmeno calcolato.

Si colloca in una area il cui raggiungimento richiede l’attraversamento di due centri abitati, e la percorrenza di una strada pericolosa e spesso teatro di incidenti mortali. Nei periodi più critici dell’ anno la Sp 332 del Brianco è strada molto temuta dalla popolazione (non è raro in autunno inverno trovare l’ area di Brianco totalmente avvolta dalla nebbia).

E’ inoltre situata su un’area di ricarica di falda, per la quale pretendiamo tutela assoluta nell’interesse delle generazioni future. Gli studi autorevoli dello IARC hanno dimostrato che le fibre di amianto sono cancerogene anche per ingestione, e noi non possiamo permetterci di ipotecare la salubrità dell’acqua al solo scopo di favorire gli interessi dell’imprenditoria privata

La consapevolezza di avere sul territorio un impianto pericoloso per come è stato progettato e per dove è stato collocato è fonte di preoccupazione, grande stress e malessere nei cittadini che qui hanno investito le loro risorse contando su uno sviluppo del territorio rispettoso dell’ambiente e delle persone.

I cittadini pretendono le migliori soluzioni previste dalla legge, specialmente quando si parla di progetti che incidono sull’ambiente, sulla qualità della vita e sulla salute delle persone: La regione Piemonte ha emanato Piani di Programmazione lunghi centinaia di pagine, tra cui il Piano Amianto in cui sono stati individuati ben 600 siti idonei che non ricomprendono Salussola Brianco. La ragione per la quale le previsioni devono essere effettuata in sede regionale risiede nell’esigenza di assicurare che la distribuzione degli impianti sul territorio garantisca il rispetto dei principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalità, e di sostenibilità ambientale, oltre all’autosufficienza. Scopriamo però che le normative non hanno valore cogente, che gli Enti le interpretano in favore degli imprenditori piuttosto che dei cittadini, i quali non sono tutelati perché la programmazione in materia di smaltimento dei rifiuti viene di fatto demandata all’iniziativa dei privati. Ammettere che la politica di gestione dei rifiuti contenenti amianto rimanga affidata ai singoli gestori degli impianti è inaccettabile in una materia in cui la programmazione e la coordinazione degli interventi è di fondamentale importanza.

Occorrono impianti di smaltimento pubblici, in cui sia garantita la partecipazione della popolazione, e che siano in funzione dei piani di bonifica territoriali, per calmierare i costi, recuperare alla legalità gli smaltimenti, e garantire correttezza in ogni fase della vita delle discariche per amianto, destinate e segnare il territorio PER SEMPRE.

Siamo determinati a contrastare questa scellerata proposta in tutti i modi possibili, ricorrendo anche in giudizio: ne abbiamo la forza, e non ci tireremo indietro per tutelare la nostra salute ed il nostro territorio. Lo dobbiamo, soprattutto, a chi verrà dopo di noi che si ritroverà con una terra malata, perché il progetto non apporta benefici sostanziali alla collettività, ma solo effetti negativi irreversibili.

Nella procedura autorizzativa deve avere un ruolo rilevante la volontà popolare, che si è espressa e continua ad esprimersi contro la realizzazione della discarica di cemento amianto al Brianco.

Per queste ragioni, il Comitato Salussola Ambiente è Futuro, promotore della presente Petizione, unitamente ai sottoscritti cittadini firmatari chiedono:

  • Che venga negata l’autorizzazione alla discarica in oggetto.
  • Che il territorio agricolo e l’ambiente incontaminato venga preservato dalla costruzione di discariche a beneficio dell’uomo e delle altre specie viventi che lo ospitano.
  • Che sia sempre negato realizzare discarche su aree di ricarica di falda.
  • Che il parere fortemente negativo dei comuni e della popolazione sia vincolante. La discarica arrecherebbe danno a tutto il territorio e costituirebbe un gravoso problema a carico delle generazioni future.
  • Che per lo smaltimento dell’ amianto si ricorra esclusivamente a siti idonei come le miniere, e che vengano promosse le nuove tecnologie per addivenire ad una soluzione definitiva del problema.
  • Che gli impianti di smaltimento di amianto vengano preceduti da programmi concreti per la sostituzione delle coperture che prevedano idonei contributi a fondo perduto.
  • Che le società presentanti questi progetti garantiscano gli stessi a vita e non per un numero limitato di anni.
  • Che si porti rispetto per la popolazione: iniziative private di questo tipo, portate avanti senza alcuna pianificazione territoriale, creano situazioni di disagio, stress e malessere nelle persone che vivono ed hanno investito nel futuro di questa zona pura ed incontaminata.

Ci riserviamo sin d’ora di quantificare e richiedere ogni eventuale danno a chiunque abbia permesso ed autorizzato la realizzazione di questo scempio rivolgendoci alle sedi giudiziarie più opportune.”

La petizione può essere sottoscritta facendo riferimento al Comitato oppure nelle seguenti attività commerciali:

SALUSSOLA
·Riso Guerrini – Arro;
·Cartolibreria Gattacicova – c/o Centro Commerciale San Rocco;
·Alimentari Passitto – Vigellio;
·La Coccinella Abbigliamento – Al Piano;
·Bar/Panetteria Fresco ma Caldo – Al Piano.

DORZANO
·Calzascarpe Calzature;
·Betty Tabacchi;
·Rosso Arancio.

CAVAGLIA’
·Piante e Fiori Salino Diego;
·Lavanderia – Via Vercellone;
·La Regina di Fiori di Stomboli;
·Tabaccheria Gramaglia.

SANTHIA’
·Dimensione Ufficio – Piazza Aldo Moro

TRONZANO VERCELLESE
·L’ Angolo del Fiore.

SANDIGLIANO
·Bar Sport.

VERGNASCO
·Bar 18.

Serve il supporto di tutti…….INSIEME E’ MEGLIO!

 

Osservazioni al progetto di nuova discarica di amianto

Di seguito le osservazioni inviate il giorno 17 luglio 2017 dal Comitato Salussola Ambiente è Futuro alla Provincia di Biella, Servizio Rifiuti, V.I.A., Energia,  Qualità dell’Aria, Acque Reflue e Risorse Idriche.

Oggetto:  Osservazioni al progetto di nuova discarica di rifiuti non pericolosi monodedicata a materiale da costruzione contenente cemento-amianto, in Comune di Salussola (BI) reg. Brianco, della “Acqua & Sole” S.r.l., Milano.

In merito al progetto in oggetto, il Comitato Salussola Ambiente è Futuro, esaminato il corpus documentale, nel pubblico interesse, presenta le seguenti osservazioni:

Leggi tutto “Osservazioni al progetto di nuova discarica di amianto”

L’ufficializzazione del Comitato Salussola ambiente è futuro

Con la protocollazione in data odierna presso il Comune di Salussola dell’atto costitutivo nasce ufficialmente il Comitato Salussola Ambiente è Futuro.

Avendo come obiettivo principale la salvaguardia e la tutela del territorio e lo sviluppo di Salussola il Comitato apre le adesioni a tutti i cittadini,  Salussolesi e non, che vogliano contribuire alla causa.

ASSEMBLEA 14 LUGLIO 2017 “NO ALLA DISCARICA DI AMIANTO”

Salussolesi e non hanno risposto all’invito del Comitato “Salussola ambiente è futuro” e ieri sera al Polivalente si sono presentati in circa duecento ad ascoltare le ragioni del rifiuto alla proposta di una discarica di amianto al Brianco. Durante l’assemblea moderata dalla Professoressa Alessandra Romero, salussolese D.O.C., al tavolo dei relatori sedevano oltre ai fondatori del Comitato anche personalità illustri quali il Dr. Graziano Piana specialista in Scienza Alimentazione Nutrizione Clinica, Bruno Pesce rappresentante dell’Associazione Famigliari Vittime Amianto di Casale Monferrato e Mario Ferragatta leader del Movimento Valledora.

La serata ha avuto inizio con la presentazione della proponente “Acqua & Sole S.r.l.”, società milanese, della quale è stato tracciato sotto il profilo economico-finanziario un ritratto poco confortante. A seguire sono state illustrate tutte le lacune tecniche e le inesattezze contenute nel progetto che si appresta ad essere valutato nella prossima Conferenza dei Servizi di Settembre in Provincia. A non convincere il Comitato sono, oltre alle scarse garanzie rispetto alla riuscita del progetto, anche le imponenti ragioni di business che animano la proposta.

A calamitare l’attenzione della sala è stato l’intervento del Dott. Piana che ha esordito richiamando alle loro responsabilità medici ed amministratori locali “perché se ognuno di noi deve tenersi i genitori che gli capitano e non può farci nulla, il medico e il sindaco è libero di sceglierseli”. Lo specialista ha ricordato che al cancro causato dall’amianto non si sopravvive e che per questo motivo progetti come quello in proposta al Brianco non dovrebbero nemmeno essere presi in considerazione.

Ha proseguito Bruno Pesce di AFeVA che, forte della propria esperienza in questo ambito, ha richiamato alla necessità di iniziative di programmazione e bonifica sul territorio che consentano un corretto smaltimento dell’amianto.

Dalla sala i Sindaci dei Comuni limitrofi hanno espresso all’unanimità un NO convinto al progetto e hanno ribadito che il basso Biellese e il Vercellese hanno già dato tanto in materia di smaltimento rifiuti.

Incalzato dal pubblico in sala anche il Sindaco di Salussola, Carlo Cabrio, ha finalmente espresso il proprio  diniego al progetto che verrà formalizzato nel prossimo Consiglio con una delibera di Giunta e dovrà essere supportato dalle motivazioni dei tecnici assunti dal Comune.

Mario Ferragatta del Movimento Valledora ha raccomandato la presenza della popolazione davanti alla Provincia di Biella durante la prossima Conferenza dei Servizi di Settembre in segno di protesta nei confronti di un progetto così pericoloso per il territorio.

In conclusione di serata è stata ricordata la possibilità da parte di tutti di aderire al Comitato volontario sottoscrivendone lo statuto per dare direttamente il proprio sostegno alla causa ed è stato annunciato che a breve partirà una raccolta firme per la petizione popolare contro la discarica.

 

Assemblea Pubblica 14 luglio 2017

Il Comitato Salussola Ambiente è Futuro ha organizzato per venerdì 14 luglio 2017 alle ore 21 una serata di informazione e approfondimento dedicata all’ osteggiato progetto di discarica di amianto a Brianco di Salussola. L’ incontro si terrà presso il salone polivalente di Salussola.

La documentazione del progetto presentato da Acqua & Sole srl (gruppo Neorurale spa) è consultabile sul sito della provincia di Biella al seguente link.

 

La discarica di amianto di Brianco di Salussola non è per il Piemonte.

La discarica di amianto in progetto a Brianco di Salussola (proposta da Acqua & Sole srl, società del gruppo Neorurale spa) non va messa in relazione all’ esigenza di smaltimento eternit del Piemonte. Sono due questioni  diverse e in buona parte indipendenti l’ una dall’ altra. Dare l’ idea che la discarica di amianto di Brianco risolva il problema eternit su tetti e strutture piemontesi  è ingiusto nei confronti del territorio che subirà l’ impianto e che al suo completamento potrebbe trovarsi la discarica piena ed ancora l’ eternit sui tetti degli edifici.

Lo smaltimento dell’ eternit implica nella quasi totalità dei casi il rinnovo della struttura. Per rimuovere ad esempio  l’ eternit di un tetto, almeno  l’ 80% dei costi è dato dal rifacimento del tetto stesso mentre  meno del  20% della spesa  è dovuto allo smaltimento in discarica.

La discarica di amianto in progetto a Brianco, non è riservata ne ai rifiuti biellesi ne a quelli piemontesi. Verrà riempita in 12 anni e sarà al servizio solo di chi in Italia ed in Europa avrà la forza economica di rinnovare le strutture sostituendo le coperture in eternit.

La popolazione e chi amministra non cada quindi nel facile inganno di una discarica pensata per le esigenze piemontesi  perché  non è così. Si tratta di un’ operazione di  imprenditoria privata fine a se stessa e non legata ad una pianificazione territoriale che tenga conto delle esigenze di smaltimento.

L’ assenza di programmazione in materia di rifiuti ha già fatto inestimabili danni a questo territorio e al suo ambiente che non merita di farsi carico anche  di due milioni di metri cubi di eternit provenienti per lo più da altri luoghi e da altre regioni.

Comitato Salussola Ambiente è Futuro

Nasce a Salussola il Comitato “SALUSSOLA AMBIENTE E’ FUTURO”, movimento che si pone come obiettivo principale la tutela del territorio in quanto bene primario per le generazioni che verranno.
Viviamo in un’area, il Basso Biellese, che già ha pagato molto in materia di smaltimento rifiuti, con le sei discariche situate nella zona di Valledora. Negli ultimi mesi abbiamo visto con sgomento assediare un’area intonsa come la regione Brianco di Salussola prima con l’approvazione di un impianto di trattamento di rifiuti organici da 40.000 tonnellate/anno, e poi con la presentazione di una mega discarica di amianto da due milioni di metri cubi, progetti sovradimensionati ed inutili al nostro territorio.  Per il primo progetto, a seguito dell’approvazione dello stesso, è stato presentato ricorso al TAR da parte dei residenti aventi titolo per richiedere l’annullamento del provvedimento considerate le conseguenze disastrose e irreparabili che avrebbe per il territorio.

L’esigenza di costituirsi in un Comitato è sorta dall’urgenza di difendere i nostri luoghi da progetti di sviluppo fondati solo sullo smaltimento dei rifiuti e imposti dall’alto alle persone che questi luoghi li abitano, li rendono vivi, ne determinano l’identità. Non ci sentiamo tutelati dall’Amministrazione Comunale di Salussola, che prima questi progetti li ha promossi e in seguito ha deciso di mantenere una posizione “neutrale”; non ci sentiamo tutelati dalla Provincia di Biella, che pare aver abdicato dal suo ruolo nell’ambito della programmazione; non ci sentiamo tutelati dalla Regione Piemonte, che non riesce ad emanare leggi chiaramente ostative nell’ottica di rispetto delle aree vulnerabili o già compromesse. Pertanto abbiamo deciso di dar voce in maniera autonoma alla protesta.

La Regione Piemonte nel Piano Regionale Amianto prescrive che lo smaltimento dell’amianto avvenga in siti sotterranei e non di superficie ed individua 600 siti idonei allo scopo. In questo elenco non figurano né Salussola e né il Brianco.

Brianco è un’area destinata da decenni alla coltivazione di riso eccellente, per il quale si è raggiunto il riconoscimento e il merito di fregiarsi dell’unica DOP del riso in Italia. E’ collocato inoltre su un’area che il Piano Tutela delle Acque indica come zona di ricarica di falda degli acquiferi profondi. Dista pochi kilometri dalle discariche della Valledora da una parte e dalla acciaieria Sacal dall’altro, sottoposto quindi alla sommatoria di pressioni ambientali multifattoriali.

La discarica di amianto permarrà lì per i secoli a venire, e nessuno oggi può in buona fede assicurare che questa permanenza non determinerà degli sviluppi ambientali drammatici, che dovranno risolvere le generazioni future.

La presentazione che Acqua e Sole S.r.l. ha condotto nelle scorse settimane non è stata all’altezza delle preoccupazioni della popolazione, che non si è sentita rassicurata.

In particolare la Società è parsa poco credibile quando ha tentato di convincere il pubblico che il suo intervento sarà addirittura salvifico, la presenza sul territorio della discarica incentiverebbe tutti a procedere con le bonifiche dei tetti in cemento amianto.

Non è corretto mettere in relazione la discarica di amianto in progetto a Brianco di Salussola con l’esigenza di smaltimento eternit del Piemonte. Questo infatti implica un costo complessivo

 

 

composto da molte voci, fra le quali lo smaltimento in discarica rappresenta appena il 20% del totale. La voce più onerosa resta la sostituzione della copertura che viene rimossa. La discarica di amianto proposta non è riservata nè ai rifiuti biellesi nè a quelli piemontesi: sarà riempita in 12 anni e sarà al servizio solo di chi in Italia ed in Europa avrà la forza economica di rinnovare le strutture sostituendo le coperture in eternit.

La popolazione e chi amministra il territorio non cada, quindi, nel facile inganno che sia una discarica pensata per le esigenze piemontesi  perché  non sarà così. Si tratta di un’operazione di  imprenditoria privata fine a se stessa, slegata da una pianificazione che tenga conto delle concrete disponibilità dei piemontesi che di quella discarica dovrebbero approfittarne.

Pare in ogni caso che i cittadini non si siano fatti ingannare: infatti, chiamati ad esprimersi in un sondaggio online proposto dal sito www.salussola.net, si sono detti contrari alla discarica il 97% dei votanti.

Stante quanto sopra oggi come Comitato chiediamo all’Amministrazione Comunale di Salussola e al Sindaco Carlo Cabrio di farsi portavoce della volontà popolare dichiarando un “NO” convinto al progetto. Alla Provincia di Biella, che da tempo si adopra per lo sviluppo del turismo sul territorio, di considerare che l’approvazione di un progetto di una discarica di cemento amianto impoverirebbe dei territori cardine della Provincia in quanto aree attigue alle Baragge. Alla Regione Piemonte di porre un vincolo che escluda la realizzazione di altre discariche nelle zone di ricarica di falda. All’ASL di Biella e all’ARPA Piemonte di opporsi alla realizzazione della discarica per scongiurare potenziali danni alla salute e al territorio.

La politica deve essere vicina alle preoccupazioni dei cittadini, non può limitarsi ad indossare la maschera della neutralità per sottrarsi a scelte determinanti.

Presenteremo in Provincia delle osservazioni al progetto che verrà ridiscusso nella Conferenza dei Servizi del 04 Agosto,  ed entro tale data è stata richiesta la convoca di un Consiglio Comunale aperto al fine di ottenere un confronto diretto con gli Amministratori locali.

Venerdì 14 Luglio alle ore 21:00 si terrà presso il salone Polivalente di Salussola un’assemblea alla quale sono invitati i cittadini e l’Amministrazione Comunale durante la quale verrà discusso il progetto in ogni suo aspetto.

Il Comitato Salussola Ambiente è Futuro, costituito oggi da una rappresentanza di residenti, è aperto a qualsiasi confronto, disponibile al dialogo costruttivo, e auspica di poter contare sul sostegno e la partecipazione di tutti coloro che non accettano l’imposizione di un progetto rispetto al quale non c’è stata condivisione.

 

 

Comitato Salussola Ambiente è Futuro

Attendendo il consiglio comunale aperto.

Sfinita dalla mancata presa di posizione dell’amministrazione comunale di Salussola e del Sindaco Cabrio rispetto alla proposta di realizzazione di una discarica di amianto a Brianco la popolazione richiede un consiglio comunale aperto e un confronto con i tecnici incaricati di valutare il progetto.

Per avanzare la richiesta sarebbero state sufficienti 50-80 firme. In 48 ore 153 Salussolesi hanno sottoscritto la richiesta.

Dopo la protocollazione della richiesta avvenuta in data odierna si rimane in attesa che il Sindaco indica un consiglio comunale nel quale sia consentito il confronto con i cittadini.